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Il Gilda nasce nel 1987, nelle vicinanze di Piazza di Spagna. Il suo biglietto da visita è subito chiaro al pubblico: ambiente elegante e raffinato con tre privè e una pista con schermi e luci sofisticate, pubblico selezionato e caratterizzato dalla presenza dei più amati personaggi del mondo dello sport, del cinema e della televisione. Feste dopoteatro, sfilate di moda e party indimenticabili che hanno riempito le cronache dei quotidiani e delle più note riviste. Sarebbe impossibile citare tutti gli eventi: durante gli anni Novanta ci furono soprattutto mostre d’arte e, tra queste, anche un vernissage del ballerino e coreografo Donald Benjamin Lurio, più noto come Don Lurio. Dai primi anni del Duemila ad oggi si sono organizzate feste memorabili, soprattutto dedicate al cinema, come quella di Giuliano Gemma, di Silvia Coscina (al Gilda on the Beach negli ultimi anni della sua vita e carriera), di Neri Parenti dove furono presenti i più grandi interpreti del cinema italiano, di Valeria Marini e Pamela Prati che allestirono un ring e mimarono un match per promuovere una fiction televisiva), di party per la presentazione di libri tra cui anche quello scritto dall’attore Fabio Testi. Tutto questo grazie al lavoro di uno staff collaudato e guidato dall’occhio vigile e attento di Giancarlo Bornigia. Sempre in primo piano la musica, diversificata nei giorni di apertura e curata dai dee jay residenti e gli appuntamenti con il gusto come l’aperitivo/discoteca e l’happy hour dalle 18,00 in poi, tutti magici momenti da condividere nell’attiguo ristorante Le Cru, crocevia di tradizione, genuinità e creatività.

Il salotto mondano delle notti romane  

  Nel 1987 nasce a due passi da Piazza di Spagna un locale elegante, comodo, sofisticato, nel cuore della città, e diventa immediatamente il salotto mondano delle notti romane, riferimento notturno di una capitale a quei tempi in crisi d'identità.

 

Un grande successo mai esaurito: amato ed odiato è oggi come allora il ritrovo di attori, scrittori, politici, artisti e di tanti giovani romani e non. 

 

 

           

da VIC - Speciale Gilda  www.viconweb.com
 

Il Gilda continua con la sua formula dell’animazione che accompagna la musica curata da importanti deejay;  in questo modo sappiamo che l’ospite si diverte e ritorna volentieri.

GianCarlo Bornigia

 

Gilda è una realtà tutta romana che, grazieall’intuito di chi lo conduce e all’impegno di tanti collaboratori e di tutto il personale, riesce da sempre ad ospitare e far divertire con la stessa grazia ed attenzione, artisti, principi e gente comune.

Lucia Bornigia

 

Del resto al Gilda sono passati tutti: Moravia, James Brown, Bruce Willis, Dionne Warwick, Liza Minnelli, Catherine Deneuve, Vittorio Sgarbi, Fiorello, Jovanotti, Quincy Jones, gli Spandau Ballet e i Duran Duran che venivano sempre. Fu proprio John Taylor dei Duran, una domenica, a portare al Gilda David Bowie. 

Laura Melidoni  

 

                                      

                                            

da VIC - Speciale Gilda  www.viconweb.com

Trovo che in questo mondo della notte, la filosofia, l’arte, il cinema, tutte le cose che io amo, possano avere un ruolo importante:fare della notte un momento di incontro per persone con queste sensibilità. La filosofia del Gilda è un divertimento sano, raffinato, tranquillo; rivolto a persone dai 20 ai 50 anni con un respiro internazionale. Questo locale ha dato ai protagonisti delle notti romane la possibilità di scegliere un posto dove ballare ma anche passare una serata senza eccessi. È stato l’unico luogo che è riuscito, e riesce, ad unire eleganza, suggestione, tendenze moderne e buona musica. Un locale per tutte le età,sempre molto attento e sofisticato.lAngelo “Ciccio” Nizzo

Il Gilda è sempre statoun luogo speciale: quando mai si è sentito di una serata contro i crimini di guerra tenutasi in una discoteca? Al Gilda loabbiamo fatto: con tanto di Ministro di Grazia e Giustizia, Giovanni MariaFlick, tra gli ospiti. Questo significa essere esclusivi, unici, ed aver segnato un pezzo di storia. Un orgoglio per il Gilda e per me personalmente. Donatella Gimigliano

Il figlio di Gheddafi mi chiamava “Mami”, ed era tranquillo se c’ero io, anche se la “paurosa” scorta che lo accompagnava doveva ispezionare i bagni prima che ci entrasse. Ricordo anche Eddie Murphy, che dopo una lunga e bellissima festa mi diede un bacino prima di andar via: “Mami, Eddie sleep” mi disse.   Il Messaggero una voltami dedicò un articolo: “Ho passato una notte con Mickey Rourke”,perché stette tutta la serata giù con me, appoggiato da una partecon la “capoccia per aria” per il troppo bere; il giorno dopo telefonòchiedendo scherzosamente un tavolino al bagno. Anna Bufacchi

 

 

 

 

 

 

 
da VIC - Speciale Gilda  www.viconweb.com
Fare il venerdì o il sabato al Gilda è sempre una sfida. Lo stesso Marco Trani, uno dei dj più forti d’Italia, mi ha detto che è un’esperienza indimenticabile: accomunare musicalmente giovani e non, italiani e stranieri sulla stessa pista fino alle cinque del mattino. E noi cerchiamo di accontentare tutti. Rimaniamo fedeli alla black e all’hip hop, ma dobbiamo concedere spazio anche alla musica elettronica, a patto che non abbia sonorità troppo distorte; tutto ciò per rendere la serata piacevole a gente che comunque è tranquilla. Tra le altre scelte musicali ci sono la house “leggera”, le nuove cover dei brani degli anni ’70. Il bello del Gilda è che puoi mettere sul piatto gli originali e, soprattutto a inizio serata, ti trovi a fare gli ‘80 e ’90 “veri”. 
Valter Paoli
 

Un altro elemento vincente era il cosmopolitismo del locale: non si restò fermi alla mondanità romana  perché molti attori e personaggi arrivavano dall’estero; artisti veri tra cui ricordo Bart Bacharach, i Momix, Pina Bausch che fecero del Gilda  una sorta di palcoscenico internazionale. Magari una sera c’erano Vittorio Gassman e Rossella Falk, e la sera successiva arrivava John Travolta; poteva passare Ranieri di Monaco e incontrarsi col politico italiano o con il calciatore di passaggio: il Gilda come lo Xenon di New York, o il Jimmy’z di Montecarlo. 

Benedetta Lignani Marchesani

                                                                                                                                                                     Ricordo che una volta arrivò un monsignore, all’epoca molto noto, che qualcuno aveva invitato e che era restio ad entrare in un luogo  che forse giudicava come anticamera dell’inferno.  Ecco: la soddisfazione maggiore si  prova quando si fotografa gente che non è normale vedere in una discoteca. Non c’erano feste di soli sportivi, o di nobili, o di politici: la festa è una, e si sta tutti insieme. Magari a sorpresa può capitare uno sceicco con il suo seguito, il che rende difficile scattargli delle foto.

GianCarlo Sirolesi

  

Noi portammo al Gilda i reali di Svezia, il principe di Monaco, e i “nobili” dello sport: primo tra tutti “il re” Pelè. Continuo a frequentare il locale con piacere perché lo sento come una seconda famiglia, soprattutto pensando al Boss, e quando posso ci vado è praticamente casa mia..... Alessandra Del Drago

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